giovedì 5 febbraio 2015

Le reti idriche italiane disperdono il 40% dell'acqua

Rotture nelle condotte, impianti vetusti e scarsa manutenzione tra le cause degli sprechi d'acqua dei servizi locali, rilevati dal nuovo censimento Istat.
Le reti idriche italiane disperdono il 40% dell'acqua
Nel 2012 le reti comunali dell'acqua potabile italiane hanno disperso 3,1 miliardi di metri cubi, ovvero il37,4% del volume di acqua immesso in rete. Ciò significa, semplificando, che su 100 metri cubi d'acqua ne vengono sprecati quasi 40. L'incidenza delle dispersioni, tra l'altro, sta costantemente aumentando, anche in confronto ai dati già alti dell'ultimo censimento di 4 anni fa, quando la percentuale di dispersione era comunque il 32,1% del volume totale.
I dati arrivano dal nuovo censimento delle acque ad uso civile realizzato dall'Istat, riferito all'anno 2012 e ottenuto tramite le rilevazioni presso gli oltre tremila enti gestori dei servizi idrici attivi sul territorio.
In primo luogo, il nuovo censimento conferma l'aumento costante, rilevato da anni, del prelievo di acqua potabile dall'ambiente: nel 2012 il volume di acqua per uso potabile prelevato nel 2012 è stato pari a 9,5 miliardi di metri cubi, assicurato da una produzione giornaliera di 25,9 milioni di metri cubi, il 3,8% in più rispetto al 2008. Il volume e la numerosità dei prelievi dipendono da diversi fattori, tra i quali le caratteristiche idrogeologichelocali, visto che la risorsa non è uniformemente distribuita nel Paese. Soprattutto nel Centro-Sud i punti di prelievo sono distanti dai luoghi di consumo finale, generando aree di maggiore criticità idrica. Ciò, spiega l'Istat, richiede la presenza di infrastrutture complesse e il trasporto di ingenti volumi di acqua per lunghe distanze, in diversi casi anche tra regioni confinanti.
Insieme, le regioni del Nord-ovest e del Sud contribuiscono a più della metà dei prelievi complessivi di acqua per uso potabile. A livello regionale, è la Lombardia la regione dove si preleva il maggior volume di acqua per uso potabile, il 16% del totale, ma sono consistenti anche i volumi nel Lazio (12,5%) e in Campania (10,1%).
I dati sui prelievi, tuttavia, acquistano un valore differente considerando, come detto, l'ingente aumento delle dispersioni. A volte i volumi di acqua immessi sono superiori a quelli effettivamente necessari, al fine di garantirne il livello di consumo. Le cause sono differenti: ci sono dispersioni considerate fisiologiche e altre legate all’estensione della rete, al numero degli allacci, alla loro densità e alla pressione d’esercizio. Ma le dispersioni derivano anche da altri problemi: rotture nelle condotte, vetustà degliimpianticonsumi non autorizzatierrori di misura. Una situazione, specifica l'Istat, che permane nonostante negli ultimi anni diversi gestori del servizio idrico si siano impegnati a cercare di garantire un elevato livello di qualità nella misurazione dei consumi e un più assiduo monitoraggio del parco contatori, la cui eventuale obsolescenza può provocare la non corretta contabilizzazione dei volumi erogati.
In questo senso, la maggiore diffusione dei contatori, soprattutto per quanto riguarda la misurazione dell’acqua erogata all’utente finale, ha evidenziato in maniera oggettiva situazioni di forte criticità precedentemente non individuate. L'Istituto, infine, mette in luce come a contribuire alla dispersione idrica, negli ultimi anni, sia stato il calo delle attività di manutenzione degli impianti, a causa di una diffusa riduzione degli investimenti nel settore idrico e, in generale, a causa della crisi economica.
Nel complesso le dispersioni di rete ammontano a 8,6 milioni di metri cubi persi al giorno, ovvero poco meno di 100 mila litri al secondo. Si disperdono quindi, per ogni residente, 144 litri al giorno oltre quanto effettivamente consumato.
Per quanto riguarda i dati regionali, le situazioni di maggiore criticità si registrano nelleIsole e nel Centro-Sud, con le eccezioni di Abruzzo e Puglia, che negli ultimi anni hanno sanato alcune situazioni di forte dispersione. Seppur con livelli più bassi, anche nelle regioni del Nord si registra un generale peggioramento della dispersione di rete, ad eccezione della Valle d’Aosta.
L'analisi dell'Istat offre ulteriori spunti di interesse sul sistema idrico, come ad esempio quelli sugli impianti di depurazione delle acque reflue urbane: nel 2012 sono 18.786, di cui 18.162 in esercizio, con una maggior concentrazione al Nord. Gli impianti di depurazione con trattamento avanzato, pur rappresentando soltanto il 10% degli impianti complessivi, trattano più del 60% dei carichi inquinanti convogliati nei depuratori delle acque reflue urbane. Nella maggior parte dei casi questi impianti sono a servizio dei grandi centri urbani, mentre al Sud e nelle Isole è più alta la percentuale di impianti con trattamento almeno secondario.
Va segnalato, infine, che rispetto al 2008 si è ridotto del 27,8% il carico di inquinanti di origine industriale che affluisce agli impianti di depurazione delle acque reflue urbane con trattamento secondario o avanzato. Mentre i carichi di origine civile trattati negli impianti di tipo secondario o avanzato sono pari al 57,6%, di poco superiore al dato del 2008 (56,5%).

Report incontro Sen. Pagliari (PD) su ddl Madia "Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche"
Roma, 30 Gennaio 2015


Giovedì 29 Gennaio si è svolto l'incontro con il Sen. Pagliari (PD), relatore di maggioranza del disegno di legge delega Madia “Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”.
Presenti per il Forum dei Movimenti per l'Acqua: Severo Lutrario e Paolo Carsetti.

APPELLO di Alex Zanotelli

APPELLO
NO A BANCHE ARMATE,
SI’ A DIFESA NON ARMATA

                                          

La guerra imperversa ormai dalla Somalia all’Iraq, dalla Siria al Sud Sudan, dal Califfato Islamico(ISIS) al Califfato di Boko Haram (Nigeria), dal Mali all’Afghanistan, dal Sudan (la guerra contro il popolo Nuba) alla Palestina, dal Centrafrica al Libano. La Libia sta sprofondando in una paurosa guerra civile di tutti contro tutti, come sta avvenendo nello Yemen. L’Ucraina sta precipitando in una carneficina che potrebbe portare l’Europa in guerra contro la Russia.

venerdì 30 gennaio 2015

12 e 13 Febbraio 2015
Contro le privatizzazioni: si difende l'acqua, si costruisce democrazia


Il governo Renzi ha realizzato un meccanismo subdolo che rilancia le privatizzazioni e la mercificazione dei beni comuni, a partire dall'acqua.
Lo ha fatto tramite lo Sblocca Italia e la legge di stabilità, sul finire del 2014.

Probabilmente pensava che, una volta fatti passare questi provvedimenti a colpi di fiducia, sarebbero cessate le mobilitazioni che hanno attraversato moltissimi territori in questi mesi.
Ma così non è, perchè in tutta Italia comitati e movimenti sociali stanno proseguendo nella costruzione di percorsi e iniziative tramite le quali contrastare l'applicazione di questi provvedimenti.

Pensare, infatti, di mettere a tacere la volontà popolare che si è già espressa con un referendum contro le privatizzazioni dell'acqua e dei servizi pubblici, continuare ad aumentare la cementificazione, continuare ad inquinare e devastare i territori e a mettere sempre più a repentaglio la salute, indica un'attenzione del Governo diretta agli interessi di pochi, a discapito del benessere della collettività.

E questo è ancora più evidente con quello che sta accadendo sul servizio idrico, dove un'ondata di privatizzazioni, fusioni e accorpamenti si sta mettendo in moto, peggiorando la qualità de servizio, facendo aumentare le tariffe e negando un diritto fondamentale.
E lo si fa, soprattutto, esautorando gli Enti Locali rispetto alle scelte fondamentali di programmazione del territorio e  ricattandoli rispetto alla vendita dei beni comuni, sopprimendo di fatto gli spazi di democrazia.

Per queste ragioni, il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, invita tutte e tutti ad unirsi alle mobilitazioni che i comitati organizzeranno nelle giornate del 12 e 13 Febbraio, per affermare che vogliamo diritti e garanzie sociali, a partire dal ruolo dei Comuni e dalla difesa dei territori in cui viviamo, perchè vogliamo decidere sulle nostre vite e sui beni comuni.

Per questo diciamo con forza: si difende l'acqua, si costruisce democrazia!

TTIP

QUANDO GLI INVESTORI SONO “PIÙ UGUALI” DI NOI






[di Antonio Tricarico]
 
Alla fine la Commissione europea si è pronunciata su uno dei dossier più spinosi del negoziato TTIP, l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti, tanto sostenuto anche dal governo italiano. Ovvero la creazione di tribunali speciali privati per gli arbitrati sugli investimenti in cui le multinazionali Usa potrebbero portare in giudizio i paesi europei qualora questi ultimi cambino le loro legislazioni ambientali, sociali e di sicurezza, impattando in qualche modo i profitti attesi per i capitalisti a stelle e strisce.

SELVA DI PROGNO: Ok ad Acque veronesi «Ma ecco le condizioni»

sabato 24 gennaio 2015 – PROVINCIA – Pagina 36
SELVA DI PROGNO. La società gestisce il servizio idrico di 77 centri, esclusi quelli del Garda

Ok ad Acque veronesi
«Ma ecco le condizioni»

Vittorio Zambaldo
Il vicesindaco Peloso: «È l'atto finale di un lungo braccio di ferro Ci siamo tenuti le concessioni per una decina di sorgenti»
Una caraffa d'acqua con il logo di Acque Veronesi
Con l'adesione del Comune di Selva di Progno ad Acque Veronesi, votata a maggioranza dal Consiglio comunale e l'astensione della minoranza, l'intera Val d'Illasi ha trasferito la gestione del servizio idrico integrato e la concessione in uso gratuito delle infrastrutture idriche di proprietà comunale alla società che raggruppa 77 Comuni Veronesi, tutti ad eccezione di quelli dell'area del Garda e di Mezzane di Sotto che ancora resiste come Comune «ribelle».

venerdì 23 gennaio 2015

>Inquinamento da Pfas

Verona e Vicenza. Inquinamento da Pfas, scatta l’esposto per disastro ambientale: «Sequestrate i pozzi contaminati»

acquaL’accusa è pesante: disastro ambientale a causa del rilascio di sostanze perfluoro-alchiliche (Pfas). Legambiente e dodici associazioni ambientaliste chiedono, in un esposto alle procure di Vicenza e di Verona, di sequestrare i pozzi contaminati attorno alla fabbrica Miteni di Trissino e di individuare i responsabili dell’inquinamento delle falde acquifere di 59 comuni fra le province di Vicenza, Verona e Padova, da Trissino giù fino a Montagnana, passando per Lonigo, Cologna Veneta e Vicenza. «Queste sostanze persistono 60 anni nell’acqua e 5 nel sangue – dice Vincenzo Cordiano dell’associazione Isde Medici per l’ambiente – ed è dimostrata una correlazione con l’aumento dei tumori ai testicoli e ai reni».

martedì 20 gennaio 2015

> 22 marzo 2014 Giornata mondiale dell'acqua - 28 luglio 2014 Giornata del diritto universale all'acqua (*)

I dodici principi del Manifesto ABC (**)
di Riccardo Petrella

1. Principio della vita  La vita è il principio del diritto dell'esistenza. I diritti che consentono ad ogni abitante della Terra, a titolo individuale e  collettivo di esistere in maniera degna per un essere umano devono fondare le regole delle comunità umane e del "vivere insieme". L'essere umano è un essere "sociale".
2. Principio del"umanità Il soggetto umano di riferimento fondatore per la vita è l'umanità. Occorre  riconoscere formalmente l'umanità in quanto soggetto giuridico e politico titolare e  portatore di diritti (poteri) e di doveri (responsabilità).  
3. Principio dell'abitare comune L'economia  è "oikos" (dal greco "il luogo della vita", l'abitato, la "casa" )  "nomos" (le regole) , cioè "le regole della casa", e non la scienza e la pratica di come utilizzare le risorse materiali ed immateriali disponibili al fine di aumentare il valore del capitale posseduto individualmente. La "casa" degli esseri umani è la Terra. 
4.  Principio dei beni comuni I beni e servizi essenziali ed insostituibili alla vita ed al vivere insieme di noi esseri umani appartengono all'umanità di cui essa non è proprietaria ma responsabile. Essi sono beni comuni pubblici collettivi, per natura mondiali. Nessuno, nemmeno gli Stati, possono appropriarsi a titolo specifico della proprietà dei beni della vita.  Gli Stati e le collettività umane hanno il potere e l'obbligo di salvaguardare ed  utilizzare i beni comuni ("le regole della casa") in maniera giusta e sostenibile nel rispetto della sostenibilità della vita. Ne sono i "curatori", e non i '" predatori".
5.  Principio dell'integrità della vita Gli esseri umani son parte della vita, come tutte le altre specie viventi. Il diritto alla vita degli esseri umani coesiste con il diritto alla vita delle altre specie viventi. Siamo giunti così a pensare il "diritto della natura", "il diritto dell'acqua".
6. Principio del diritto all'acqua L'acqua è vita. Non v'è vita senza acqua. La disponibilità e l'accesso all'acqua per la vita sono un diritto umano (universale, indivisibile ed imprescrittibile). Il  "diritto" copre l'acqua potabile e l'acqua per i servizi igienico-sanitari (dichiarazione dell'ONU del 2010) così come l'acqua per gli altri usi essenziali ed insostituibili per la sicurezza di esistenza  Il diritto deve essere garantito e concretizzato per tutti senza discriminazione di sesso, "razza", religione, reddito, nazionalità, classe sociale. 
7. Principio dell'acqua "res publica"  L'acqua è un bene comune pubblico collettivo. Tutti gli esseri umani ne sono responsabili secondo le regole fissate dalla collettività (da quella locale alla comunità mondiale rappresentata, attualmente, dall' Organizzazione delle Nazioni Unite). L'acqua per la vita non è una merce, né una merce differente dalle altre. L'acqua è fondamentale per tutte le attività economiche. Ciò non la rende essenzialmente un bene economico secondo le concezioni di un sistema capitalista di mercato. L'acqua non è una risorsa né un bene di consumo nell'accezione dei termini data al petrolio, al gas, all'acqua minerale in bottiglia, al cioccolato. 
8. Principio di responsabilità pubblica Il governo dell'acqua - di tutte le acque, minerali incluse - e dell'insieme delle attività del ciclo lungo dell'acqua (dall'immaginario umano dell'acqua e quindi della salvaguardia e protezione dell'oikos dei corpi idrici fino al riciclo e riuso dell'acqua, acqua salata inclusa) è della responsabilità politica delle collettività pubbliche, degli Stati (all'interno di essi, delle comunità locali; al di là di essi, delle comunità sovranazionali e dell'umanità).
9. Principio di pubblicità del governo dei beni comuni  La responsabilità integrale del governo non può' essere affidata a dei soggetti privati né ad essa delegata e tanto meno lasciata al "potere" di meccanismi come  i mercati finanziari. Il  futuro della vita non può' essere affidato a dispositivi quali le Borse, luoghi privilegiati della speculazione. 
10. Principio del finanziamento pubblico dei costi dei diritti umani Il finanziamento dei costi associati all'obbligo di garantire il diritto umano all'acqua ed al governo dell'acqua deve essere assicurato e gestito direttamente dalla collettività, dallo Stato.  La disponibilità e l'accesso all'acqua essendo un diritto umano, non si può “garantire” il diritto via il pagamento di un prezzo, anche se minimo od abbordabile. La “tariffa sociale” (applicazione di una tariffa ridotta al m3 per le persone/famiglie/gruppi a basso reddito/”povere” non rappresenta una soluzione coerente con il principio del diritto. La garanzia del diritto e la sua concretizzazione fanno parte degli obblighi dello “Stato dei diritti” e non della "politica sociale". 
11. Principio della democrazia L'acqua è una questione di cittadinanza e di democrazia. La politica dell'acqua, il governo dell'acqua, implica un alto livello di partecipazione dei cittadini, su scala locale, nazionale, continentale e mondiale. I bacini idrografici sono per natura pluri/transregionali e transnazionali. La partecipazione dei cittadini va al di là dell'informazione e della consultazione del pubblico. Essa implica il coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali, nel controllo e nella valutazione del rispetto delle scelte fatte e nella gestione stessa delle varie fasi del ciclo dell'acqua. La partecipazione è differente dalla "governance degli stakeholders". 
12. Principio della pace Il vivere insieme si fonda sul rispetto di e la fiducia negli altri, sulla fraternità e la pace. L'acqua è il bene comune pubblico collettivo mondiale per eccellenza per la costruzione di una storia del vivere insieme giusto, "tutti inclusi". Questo richiede il rigetto categorico delle guerre dell'acqua.  

(**)
Riccardo Petrella IL MANIFESTO ABC ACQUA E BENI COMUNI. Stop al furto della vita
Principi di base e obiettivi. Bruxelles 20 maggio 2013> leggi 


(*)La Risoluzione ONU 10967 del 28 luglio 2010 dichiara per la prima volta nella storia il diritto all'acqua un diritto umano universale e fondamentale (> leggi)

> APPELLO CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA IN CAMPANIA di p. Alex Zanotelli



GUAI, GUAI, GUAI A CHI FA PROFITTO SULL’ACQUA
di p. Alex Zanotelli
La notizia della privatizzazione dell’acqua  da parte della Regione Campania , mi giunge a Cosenza, mentre sto animando un campo giovanile di lavoro missionario all’’Arca di Noè’.
Sono esterefatto e profondamente amareggiato da questa notizia. E’ l’ennesimo tradimento, perpetrato per di più in agosto.
Il 31 luglio il Consiglio regionale della Campania ha votato la finanziaria , che conteneva un maxi emendamento che spaziava dal condono edilizio  alla privatizzazione dell’acqua!  La regione prevede, entro 30 giorni, l’affido  alle società operanti sul territorio (Gori and CO), non solo della gestione e distribuzione, ma anche della captazione e adduzione alla fonte.
E’ un colpo di Stato inferto ai cittadini campani!

> da Riccardo Petrella: C'era una volta il cielo e la terra


Pubblichiamo l'articolo di Riccardo Petrella apparso sul giornale on line RTBF.BE lunedì 15 aprile 2013 con la promessa che sarà al più presto tradotto in lingua italiana.

L'eau est un bien commun et doit le rester. C'est le credo de Riccardo Petrella, économiste critique, qui constate que ce n'est pas ce point de vue qui anime la Commission européenne quand elle définit sa politique de l'eau

> Premiato Luis Infanti Della Mora "L'acqua è anche un problema di sovranità"


Aysen – Il Vicario apostolico di Aysén, Sua Ecc. Mons. Luis Infanti Della Mora, ha ricevuto un importante riconoscimento per il suo contributo alla protezione delle acque da parte del Comitato Cileno per il Programma Idrologico Internazionale dell'UNESCO (CONAPHI Cile).
Secondo la nota inviata all’Agenzia Fides da una fonte locale, la motivazione del “Premio Unesco per il Programma Idrologico Internazionale 2014”, che è stato consegnato al Vescovo il 2 ottobre da Isabel Allende, rappresentante del Senato, nella sede del Congresso, trae origine dalla Lettera pastorale pubblicata da Mons. Infanti nel 2008 con il titolo “Dacci oggi la nostra acqua quotidiana”. Il Presule affermava: “siamo in un momento storico in cui ci viene data l'opportunità di un profondo cambiamento culturale, per far rivivere la vita del nostro pianeta”, ed invitava a riflettere sul valore dell'acqua come elemento vitale per l'umanità. Ieri, parlando a Radio Universidad de Chile, Mons. Infanti ha ricordato che ormai “è già passato un bel po’ di tempo da quell'epoca” e purtroppo non ci sono stati grandi cambiamenti, tranne l’annuncio di modificare il Codice dell'acqua e riconoscere l'acqua come un diritto fondamentale dell'uomo.
“Questo è stato un barlume di speranza, ma la luce è ancora molto nascosta” ha detto il Vescovo parlando alla radio, ed ha aggiunto: "Non vorrei che questo ritardo, già abbastanza significativo, sia il risultato di pressioni, di lobby, di coloro che hanno il potere dell'acqua e sono i proprietari dell'acqua in Cile, perché chi ha il potere dell'acqua ha più potere di quelli che detengono il business del petrolio". Per Mons. Infanti la proprietà dell'acqua è anche una questione di sovranità, come ha ripetuto diverse volte, citando il caso di Aysén, dove il 96 per cento delle acque della zona è di proprietà della società italiana Enel. (CE) 
(Agenzia Fides, 03/10/2014)

lunedì 12 gennaio 2015

Il Parlamento Europeo smentisce
Publiacqua: l'amianto nell'acqua è
cancerogeno, si muore

Lo scorso 24 ottobre Publiacqua rispose alla
denuncia de La Città invisibile
sui 225 chilometri di
tubi all’amianto tra Firenze, Prato e Pistoia che tali tubi essitevano ma che “non esiste consistente
evidenza che le eventuali fibre ingerite siano dannose per la salute”.


sabato 27 dicembre 2014

> Niente minimo di acqua garantita


Un regalo anche ad Acque Veronesi che sul minimo garantito non ci vuole sentire e continua con i distacchi, nonostante i reclami e l'opposizione delle associazioni consumatori veronesi.

 Azienda Gardesana Servizi, invece, non effettua distacchi ma solo riduzioni di flusso. 

leggi No bolletta, no acqua (L'espresso, 19.12.2014)

lunedì 15 dicembre 2014

Il Manifesto Acqua Bene Comune

I dodici principi del Manifesto ABC (**)
di Riccardo Petrella

1. Principio della vita  La vita è il principio del diritto dell'esistenza. I diritti che consentono ad ogni abitante della Terra, a titolo individuale e  collettivo di esistere in maniera degna per un essere umano devono fondare le regole delle comunità umane e del "vivere insieme". L'essere umano è un essere "sociale".
2. Principio del"umanità Il soggetto umano di riferimento fondatore per la vita è l'umanità. Occorre  riconoscere formalmente l'umanità in quanto soggetto giuridico e politico titolare e  portatore di diritti (poteri) e di doveri (responsabilità).  
3. Principio dell'abitare comune L'economia  è "oikos" (dal greco "il luogo della vita", l'abitato, la "casa" )  "nomos" (le regole) , cioè "le regole della casa", e non la scienza e la pratica di come utilizzare le risorse materiali ed immateriali disponibili al fine di aumentare il valore del capitale posseduto individualmente. La "casa" degli esseri umani è la Terra. 
4.  Principio dei beni comuni I beni e servizi essenziali ed insostituibili alla vita ed al vivere insieme di noi esseri umani appartengono all'umanità di cui essa non è proprietaria ma responsabile. Essi sono beni comuni pubblici collettivi, per natura mondiali. Nessuno, nemmeno gli Stati, possono appropriarsi a titolo specifico della proprietà dei beni della vita.  Gli Stati e le collettività umane hanno il potere e l'obbligo di salvaguardare ed  utilizzare i beni comuni ("le regole della casa") in maniera giusta e sostenibile nel rispetto della sostenibilità della vita. Ne sono i "curatori", e non i '" predatori".
5.  Principio dell'integrità della vita Gli esseri umani son parte della vita, come tutte le altre specie viventi. Il diritto alla vita degli esseri umani coesiste con il diritto alla vita delle altre specie viventi. Siamo giunti così a pensare il "diritto della natura", "il diritto dell'acqua".
6. Principio del diritto all'acqua L'acqua è vita. Non v'è vita senza acqua. La disponibilità e l'accesso all'acqua per la vita sono un diritto umano (universale, indivisibile ed imprescrittibile). Il  "diritto" copre l'acqua potabile e l'acqua per i servizi igienico-sanitari (dichiarazione dell'ONU del 2010) così come l'acqua per gli altri usi essenziali ed insostituibili per la sicurezza di esistenza  Il diritto deve essere garantito e concretizzato per tutti senza discriminazione di sesso, "razza", religione, reddito, nazionalità, classe sociale. 
7. Principio dell'acqua "res publica"  L'acqua è un bene comune pubblico collettivo. Tutti gli esseri umani ne sono responsabili secondo le regole fissate dalla collettività (da quella locale alla comunità mondiale rappresentata, attualmente, dall' Organizzazione delle Nazioni Unite). L'acqua per la vita non è una merce, né una merce differente dalle altre. L'acqua è fondamentale per tutte le attività economiche. Ciò non la rende essenzialmente un bene economico secondo le concezioni di un sistema capitalista di mercato. L'acqua non è una risorsa né un bene di consumo nell'accezione dei termini data al petrolio, al gas, all'acqua minerale in bottiglia, al cioccolato. 
8. Principio di responsabilità pubblica Il governo dell'acqua - di tutte le acque, minerali incluse - e dell'insieme delle attività del ciclo lungo dell'acqua (dall'immaginario umano dell'acqua e quindi della salvaguardia e protezione dell'oikos dei corpi idrici fino al riciclo e riuso dell'acqua, acqua salata inclusa) è della responsabilità politica delle collettività pubbliche, degli Stati (all'interno di essi, delle comunità locali; al di là di essi, delle comunità sovranazionali e dell'umanità).
9. Principio di pubblicità del governo dei beni comuni  La responsabilità integrale del governo non può' essere affidata a dei soggetti privati né ad essa delegata e tanto meno lasciata al "potere" di meccanismi come  i mercati finanziari. Il  futuro della vita non può' essere affidato a dispositivi quali le Borse, luoghi privilegiati della speculazione. 
10. Principio del finanziamento pubblico dei costi dei diritti umani Il finanziamento dei costi associati all'obbligo di garantire il diritto umano all'acqua ed al governo dell'acqua deve essere assicurato e gestito direttamente dalla collettività, dallo Stato.  La disponibilità e l'accesso all'acqua essendo un diritto umano, non si può “garantire” il diritto via il pagamento di un prezzo, anche se minimo od abbordabile. La “tariffa sociale” (applicazione di una tariffa ridotta al m3 per le persone/famiglie/gruppi a basso reddito/”povere” non rappresenta una soluzione coerente con il principio del diritto. La garanzia del diritto e la sua concretizzazione fanno parte degli obblighi dello “Stato dei diritti” e non della "politica sociale". 
11. Principio della democrazia L'acqua è una questione di cittadinanza e di democrazia. La politica dell'acqua, il governo dell'acqua, implica un alto livello di partecipazione dei cittadini, su scala locale, nazionale, continentale e mondiale. I bacini idrografici sono per natura pluri/transregionali e transnazionali. La partecipazione dei cittadini va al di là dell'informazione e della consultazione del pubblico. Essa implica il coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali, nel controllo e nella valutazione del rispetto delle scelte fatte e nella gestione stessa delle varie fasi del ciclo dell'acqua. La partecipazione è differente dalla "governance degli stakeholders". 
12. Principio della pace Il vivere insieme si fonda sul rispetto di e la fiducia negli altri, sulla fraternità e la pace. L'acqua è il bene comune pubblico collettivo mondiale per eccellenza per la costruzione di una storia del vivere insieme giusto, "tutti inclusi". Questo richiede il rigetto categorico delle guerre dell'acqua.  

(**)
Riccardo Petrella IL MANIFESTO ABC ACQUA E BENI COMUNI. Stop al furto della vita
Principi di base e obiettivi. Bruxelles 20 maggio 2013leggi 


(*)La Risoluzione ONU 10967 del 28 luglio 2010 dichiara per la prima volta nella storia il diritto all'acqua un diritto umano universale e fondamentale (> leggi)

sabato 5 luglio 2014

>2014 - Dall'acqua ai trasporti urbani: 10 anni di corsa per le tariffe, rincari fino all'85%

riceviamo da Luca Cecchi

Lo studio della Cgia: negli ultimi 10 anni acqua +85,2%, rifiuti +81,8%, autostrade +50,1% e trasporti urbani +49,6%. E' la fotografia del fallimento delle liberalizzazioni. Da quando si è aperto il mercato delle assicurazioni, ad esempio, queste sono rincarate del 200%. Solo i servizi telefonici sono diminuiti


MILANO - Altro che effetti benefici delle liberalizzazioni, viene da dire guardando i dati raccolti dalla Cgia di mestre. Negli ultimi 10 anni, le tariffe dei principali servizi pubblici hanno registrato un aumento record. E' il caso dell'acqua, ad esempio, terreno di scontro di referendum che hanno rappresentato un punto importante della storia politica recente italiana e intanto aumentata dell'85,2%; o dei rifiuti, che hanno subito continui cambi di denominazioni (dalla Tarsu alla Tari), ma nella sostanza sono rincarati dell'81,8%.
Ancora, non c'è pace per i viaggiatori: i costi dei pedaggi autostradali sono saliti del 50,1%; nel caso dei trasporti urbani, la dinamica è stata simile: +49,6%. A denunciarlo è appunto la Cgia, l'associazione degli artigiani di Mestre.

mercoledì 11 giugno 2014

> Patagonia libera dalle dighe: annullate le autorizzazioni!

HidroAysén Cancelled
Patagonia Rivers Flow Free!
11 giugno 2014
Il governo del Cile ha rifiutato un progetto da 8 miliardi di dollari per costruire una serie di dighe su due fiumi in Patagonia. Una commissione ministeriale ha infatti rinunciato a concedere il via libera al programma immaginato da HidroAysen, che puntava ad edificare le strutture su due dei più importanti fiumi selvaggi del Pianeta, nonché a stendere una linea di trasmissione elettrica lunga 1.600 chilometri. 
Si tratta di una vittoria storica per i movimenti ambientalisti, anche perché la decisione del governo latino americano è arrivata all’unanimità: un comitato congiunto composto dai ministri dell’Agricoltura, dell’Energia, delle Miniere, dell’Economia e della Sanità ha spiegato di volersi «schierare a fianco delle denunce presentate dalle comunità locali». 
Secondo quanto dichiarato da Patricio Rodrigo, segretario del Consiglio di difesa della Patagonia, all’agenzia AFP, si tratta del «più grande trionfo del movimento ambientalista in Cile» Esso «segna un punto di svolta, dal momento che la popolazione ha ottenuto di essere ascoltata e di partecipare a decisioni che comportano conseguenze sull’ambiente e sulle loro vite».
http://valori.it/ambiente/cile-vittoria-ambientalista-niente-dighe-patagonia-7616.html

martedì 21 gennaio 2014

> Referendum acqua : ancora un tradimento della volontà popolare



Referendum acqua:

ancora un tradimento
della volontà popolare


La Provincia di Torino, indifferente al risultato referendario del 2011, a lungo sollecitata dalla proposta di oltre 11.000 residenti di trasformare SMAT spa in Azienda Speciale consortile di diritto pubblico per metterla in salvo dalla privatizzazione e applicare il referendum, risponde in questi giorni, come il Gattopardo, che qualcosa deve cambiare perché tutto resti com'era prima.
Nella sua Delibera di Indirizzi, che annulla e sostituisce la Delibera di iniziativa popolare, alcune concessioni verbali di apparente consonanza con le nostre proposte non devono ingannare e invitiamo gli organi di informazione a non prestarsi ad un’operazione fuorviante:  con sofismi e cavilli si nega la trasformazione di SMAT oscurando l’Art. 114 del Testo Unico Enti Locali (L.267/2000) tuttora in vigore – e recepito dall’Art. 67 dello Statuto della Provincia stessa - il quale stabilisce che l’ Azienda Speciale è possibile in quanto “ente strumentale dell’ente locale dotato di personalità giuridica, autonomia imprenditoriale, statuto ecc”;  L’ aumento del quorum deliberativo dall’attuale 75% al 90% per “blindare” SMAT spa dall’ingresso dei privati non è sufficiente. PERCHE’ NON IL 100%?

mercoledì 20 novembre 2013

>Iniziativa dei cittadini europei "L'acqua è un diritto umano!"



Firma questa prima iniziativa dei cittadini europei l'attuazione della domanda del diritto umano all'acqua e ai servizi igienico-sanitari nel diritto europeo. Promuovere questa campagna in rete  e utilizzare tutti i media disponibili: Facebook, Twitter, e-mail, incontri, newsletter e riviste.Entra ora a: www.right2water.eu !

> VENERDI' 13 DIC 2013 - LA PARTECIPAZIONE PER IL GOVERNO DEI BENI COMUNI

APRA: UN ESEMPIO DI PARTECIPAZIONE
DEI CITTADINI AL GOVERNO DELL'ACQUA

Venerdì 13 dicembre ore 18.30 – 22.30 presso il Monastero di Sezano si apre il Ciclo di seminari sull'Acqua e i Beni Comuni  a cura dell'Università del Bene Comune e in collaborazione con Comunità Stimmatini di Sezano e Ass. Monastero del Bene Comune.
Il primo incontro riguarderà la recente esperienza delle APRA (Audizioni Pubbliche Regionali sull'Acqua)(> vedi)
L'incontro sarà presentato da Luca Cecchi (Facoltà dell'Acqua - sede di Sezano/Verona) e Paola Libanti (Ass. Monastero del Bene Comune) e si svolgerà secondo la modalità della conversazione/confronto sulle problematiche attuali inerenti il governo dell'acqua in Veneto alla luce dei nessi con l'agricoltura, energia, alimentazione, casa, trasporti, salute e delle 8 Linee di orizzonte al 2027 (> vedi).
E' prevista la partecipazione di Riccardo Petrella.




lunedì 14 gennaio 2013

> APRA - Audizioni Pubbliche Regionali sull'Acqua

https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgCFyN5WxkvIx8rshbrKb9Kg2eVnJTF6RLm5CdPETS1FdTUSfPlEY4sQMFJlFXIvlt6kwGpm8d_LU0iklnqeZMC3KJU64r9XiEue6EIf20EVZ8xjB9mx0qpml0QHo014GOBIlgBvSBRsQo/s1600/image_gallery.gifLe Audizioni Pubbliche sono un primo tentativo di promuovere un rapporto più stretto tra le istituzioni rappresentative elette e i cittadini. In particolare le APRA riguardano la politica dell'acqua a partire dalle prospettive regionali.

Il Consiglio Regionale del Veneto ha deliberato tre audizioni pubbliche su proposta dell'Associazione Monastero del Bene Comune di Sezano che si avvale del contributo dell'Università del Bene Comune - Facoltà dell'Acqua, dello IERPE (Istituto Europeo di Ricerca sulle Politiche dell'Acqua, Bruxelles) e del CICMA (Comitato Italiano per un Contratto Mondiale sull'Acqua, Milano).

La prima APRA avrà luogo il 22 marzo 2013-giornata mondiale dell'acqua- dalle 9.30 alle 17 alla Fiera di Padova nell'ambito della Settimana dedicata all'ambiente. 
Sarà centrata sulla presentazione, analisi e dibattito delle scelte operate dalla Comissione Europea in materia d'acqua per i prossimi 15 anni, presentate nel Blueprint for Europe Water (piano di salvaguardia delle risorse idriche europee).

La seconda APRA si terrà il 20 maggio 2013 dalle 9.30 alle 17 a Belluno. Analizzerà le problematiche italiane regionali dell'acqua in particolare della regione Veneto.

La terza APRA avrà luogo il 24 giugno 2013 dalle 9.30 alle 17 a Veronasarà l'occasione per tirare le somme a partire dai risultati delle due audizioni precedenti e identificare le linee politiche in materia dell'acqua a livello di Regione Veneto.

Alle audizioni sono state invitate tutte le organizzazioni istituzionali pubbliche e private interessate ai problemi dell'acqua, dal mondo delle imprese all'Università e Ricerca, dai rappresentanti della società civile e comitati alle Istituzioni competenti del Consiglio Regionale e di altri organi della Regione. 

Maggiori informazioni sul sito della Regione Veneto http://www.regione.veneto.it/web/ambiente-e-territorio/apra